Amedeo Levorato Blog

31 gennaio 2010

Alcune idee sul trasporto pubblico locale

Archiviato in: Uncategorized — amedeolevorato @ 1:21 pm

Alcune riflessioni apparse sui quotidiani padovani sul tram, pubblicate nei giorni scorsi, richiedono di esprimere una posizione. Pienamente condivise sono le idee dell’ing. Conte, già direttore generale APS, sul tram “a dimensione urbana”. Non c’e’ dubbio che una metropolitana sotterranea di 11 km. a Padova, oltre a incontrare pesanti problemi archeologici, sarebbe costata almeno 10 volte più del SIR1: oltre un miliardo invece di 100 milioni. Non sono mancati i sostenitori della sotterranea “sotto” lo strato archeologico (-65 mt.), ma le stazioni? La vera metropolitana per Padova e per il Veneto è quella ferroviaria, ed è incomprensibile il grave ritardo con cui questo “sistema” viene realizzato.

A parte i 150 milioni stanziati dal CIPE nell’aprile 2008, se ne parla da oltre 20 anni. Già nel Piano Regionale dei Trasporti del 1990: “treni cadenzati ogni 15 minuti da Rovigo a Padova a Mestre a Castelfranco ecc.”. Invece Trenitalia si è persino ritirata, ritardandolo di quattro anni, dal nostro progetto per la biglietteria integrata, che viceversa APS Holding e SITA stanno portando avanti in modo omogeneo con FTV, ACTV e altre aziende di trasporto venete, e vedrà luce entro il 2010.

APS Holding e Zona Industriale Padova hanno anche predisposto a proprie spese nel 2008 un progetto per un treno-tram sulla ferrovia da Montegrotto alla Zona Industriale con 14 fermate (Abano, Mandria, Aereoporto, Mercato, Stadio, Arcella, Stazione, Friburgo, Padova 1, Industria, e via fino a Corso Spagna e forse ad Agripolis…): la vera metropolitana veneta è la ferrovia, che è ricchissima di percorsi all’interno delle città e delle aree industriali venete, che si prestano ad essere impiegate per il trasporto pubblico.

Alcune parole per quanto sostenuto da Battalliard, il quale non ricorda mai che la linea tramviaria SIR1, con il suo impianto innovativo, è frutto del lavoro di amministrazioni di “colore” diverso. La soluzione tramviaria su gomma non è una “trovata” ma una scelta pressochè obbligata: l’inclinazione su rotaie in ferro per Bassanello e cavalcaferrovia Borgomagno avrebbe richiesto salite 7-8 volte più lunghe o l’impegno di una cremagliera. La tramvia SIR1 è fatta in questo modo perché richiede una guida vincolata, ma ha caratteristiche simili agli autobus, ideale per città piccole come Padova. Semmai, una preoccupazione è quella di impiegare un fornitore così “lontano” e oneroso per continuare a sviluppare il tram a Padova, ma in questa regione e nazione di imprenditori, manca purtroppo una industria nazionale innovativa nel settore tramviario, per la mancanza storica di una politica industriale favorevole al trasporto pubblico, e incline piuttosto a pagare miliardi in incentivi rottamazione per le auto private, con le conseguenze che vediamo per l’ambiente.

Quale vera alternativa poteva esserci al SIR1? Forse altri mezzi innovativi che percorrono le strade delle città europee, come i filobus? Il Translohr comunque rappresenta quanto di più simile ad un tram, senza “ferro”, potesse realizzarsi, e la prova è che Venezia realizza lo stesso mezzo, mentre altre città, come Firenze, hanno scelto il tram Ansaldo a doppia rotaia e percorso riservato, e si confrontano ora con un muretto di trenta centimetri di altezza ai bordi della corsia. Padova poteva gestirlo?

Una parola sui costi e i biglietti. E’ vero che il tram costa più dell’autobus: circa il doppio cioè 8€/km. contro 4€/km. percorso. Ma tale costo è compensato, ovunque, nelle città “storiche” per il tram, Torino, Milano, Roma e Napoli, da contributi doppi delle Regioni. In Veneto, non essendoci stato per 50 anni alcun tram, non c’è una legge per contribuire alla tramvia. Grazie all’impegno di APS e del Comune di Padova, abbiamo ottenuto dalla Regione un primo contributo straordinario di circa un milione di euro nel 2008, 2009 e 2010, che tuttavia equivale a poco più di un euro/km. contro i 4€/km. di Roma, Milano e Torino. Ringraziamo l’assessore regionale Chisso, ma ci attendiamo di più per l’impatto ambientale e sociale del tram.

Il biglietto è aumentato a 1,10 (gli abbonamenti la metà) solo perché tutto aumenta, inclusi i costi dell’energia e il costo del lavoro. Il tram richiede lavoro in tre turni su una fascia superiore a 20 ore al giorno. APS Holding offre gli autobus e il tram al medesimo prezzo (1,10 per 75 minuti) a cui Venezia e Vicenza offrono solo l’autobus. Proviamo a salire sui vaporetti a Venezia!

Una parola infine sui programmi futuri: come sostiene il sindaco Zanonato, non c’è alternativa alla realizzazione di nuove linee tramviarie. Forse si potrà riflettere sui costi di esercizio e sul modello di veicolo (ne serve uno più capiente!). Ma il tram porta sul mezzo pubblico persone che non prenderebbero l’autobus – basta guardare i parcheggi sempre pieni – e fanno riscoprire il valore del muoversi a piedi.

Il tram valorizza la città per il turismo e per gli affari, trasforma il centro storico in un centro commerciale naturale, permette di dare una visione moderna e veloce di collegamento urbano all’interno dell’anello tangenziale: per questo i progetti portano tutti a servire parcheggi satellite in prossimità delle uscite stradali. L’obbiettivo primario di APS è oggi quello di coordinare maggiormente con SITA e la Provincia i sistemi di bus, navette e trasporti extraurbani, le stazioni di scambio, il biglietto integrato: un’area in cui vi sono sicuramente enormi margini di risparmio e qualità per la clientela, e può essere realizzata subito, con la volontà di Comune e Provincia. Servono più corsie preferenziali e un piano parcheggi più ampio e continuativo, senza provvisorietà.

Va sicuramente auspicato il rilancio del ferro, ma dev’essere opera e impegno di una strategia regionale, e speriamo che il nuovo Governo regionale faccia per la metro regionale quanto è stato, purtroppo, trascurato negli ultimi vent’anni. E’ una delle molte opportunità delle politiche “green economy”.

Amedeo Levorato
(Pubblicato su “Il Mattino di Padova” del 2 febbraio 2010)

29 gennaio 2010

O come Opportunità

Archiviato in: Uncategorized — amedeolevorato @ 2:21 pm

Video su YouTube - Il progetto “Sostenibile Responsabile”

APS Holding ha intrapreso nel 2007 la via della sostenibilità, della riduzione d’impatto ambientale e della promozione di energie rinnovabili. Il metano è una risorsa abbondante e la sua combustione produce anidride carbonica e acqua, in assenza di particolato e polveri sottili. Ai 94 veicoli alimentati a gas naturale (35% del parco mezzi), nel 2009 APS Holding ha aggiunto 9 autobus a metano, che incrementano ulteriormente il parco veicoli “verdi” dell’azienda.

Inoltre, insieme al Comune di Padova, l’Azienda di mobilità ha acquistato un furgone Ducato da trasporto a energia elettrica, consegnato al servizio Cityporto esercitato da Interporto s.p.a. per consegna merci in centro storico, completando la flotta già composta da otto veicoli a gas.

Nel campo delle energie rinnovabili, APS Holding ha  già realizzato un impianto fotovoltaico per la produzione di energia da 30 Kwp nella sede di via Rismondo – deposito bus, che copre quasi interamente il fabbisogno giornaliero di energia della sede e del deposito nelle ore diurne. E’ in corso, inoltre, l’ampliamento della sede di Via Salboro Capolinea Sud – deposito tramviario, che ospiterà  un impianto fotovoltaico da 60 Kwp.

Dal marzo 2007, con l’entrata in servizio della linea tramviaria, l’”impatto ambientale” di APS Holding sulla città con 14 veicoli tramviari elettrici per il trasporto di 180 passeggeri l’uno, ha ridotto nettamente l’impatto inquinante e di rumorosità nella città: oltre 800.000 km. percorsi, minore consumo/passeggero rispetto all’auto: -43%, minori emissioni/passeggero -64%.

Con la finalità di incontrare le prescrizioni dell’UE al 2020, APS Holding insieme a Nestenergia (Gruppo Acegas APS) realizzerà nel 2010 il primo impianto fotovoltaico in Italia a copertura di una discarica esaurita a Ponte S.Nicolo’ (PD), già autorizzato con VIA regionale il 28/07/2009. L’impianto, composto da oltre 4.600 moduli fotovoltaici, avrà una potenza pari a 1 MWp e un costo di oltre 3 milioni di euro, e produrrà annualmente dal 2011 circa 1.200.000 kwh di energia, pari al 20% del totale dell’energia consumata dalla linea SIR1 in un anno.

APS Holding aderisce al Global Compact, organismo internazionale dell’ONU.

24 dicembre 2009

La crisi e i consumi di Natale

Archiviato in: Uncategorized — amedeolevorato @ 5:25 pm

La chiamata al rilancio dei consumi per la ripresa, senza alcun discernimento né giudizio, può diventare ipocrisia, se tacitiamo la nostra coscienza di fronte alle ingiustizie della nostra società. Non serve chiedere nuove regole, se non si fanno i controlli. Per la verità, è stata proprio la mancanza di controlli, e non di regole, che ha consentito la genesi dei disastri finanziari e bancari nella recente crisi globale. Pensiamo a Parmalat, Cirio, Antonveneta e ai piu’ recenti casi di imprese improvvisamente fallite con bilanci falsi (solo tra le quotate: Giacomelli, Trevisan Cometal, Mariella Burani, Socotherm, Eutelia…) per spiegare la mancanza dei controlli e la prevalenza degli opportunismi e delle illegalità. Per evitare di ripetere gli errori già fatti, e sostenere oggi l’occupazione, occorre una nuova austerità morale prima ancora che materiale. Una nuova responsabilità individuale delle classi dirigenti. Oggi non solo i paesi emergenti o il sud Italia, ma anche i nostri territori sono purtroppo caratterizzati da una presenza, occulta ma costante, di un “sistema corrotto” di opportunismo che rasenta e sconfina nella criminalità da “colletti bianchi”, inodore, insapore, incolore come l’acqua, ma ovunque presente. Nella sua relazione annuale relativamente al 2008, la Corte dei Conti stima in sessanta miliardi i danni diretti ed indiretti legati alla corruzione, alle inefficienze e agli sprechi nella pubblica amministrazione. Anche il settore privato non ne è indenne.

- Sprechi e danni al patrimonio pubblico per uso indebito di mobili e immobili
- Corruzione, richiesta di tangenti e concussione
- Frodi in finanziamenti comunitari ed erogazione di contributi e finanziamenti non dovuti
- Appalti truccati o guidati
- Violazione dei tempi prescritti per la realizzazione delle opere pubbliche con maggiori costi
- Subappalti assegnati a prezzi insufficienti ed iniqui, con danni alle piccole imprese subappaltatrici e alla qualità finale delle opere
- Controversie legali artificiose, trascinate nel tempo e condotte per risarcimento di danni inesistenti
- Eccessi nelle progettazioni, nelle consulenze esterne e negli importi di incarichi professionali
- Frodi nei confronti dei consumatori, anonime e nascoste dai call center e dagli addebiti bancari
- Falsi in bilancio, colpiti solo a denuncia dei soci
- Promozioni indebite, ricette false, medici compiacenti
- Bonus esorbitanti ad amministratori e dirigenti calcolati sul conto economico di un anno, anziché sulla crescita di valore e redditività dell’impresa.

Come si può pensare che le cose vadano bene di fronte a questi fenomeni? E’ più facile che tutto venga accuratamente nascosto, sepolto, insabbiato.
I più poveri e senza potere pagano sempre per i danni di tali comportamenti. Tutti sappiamo che la giustizia ha tempi e modalità inaccettabili, ma queste situazioni non si risolvono solo con la giustizia, che rappresenta il trattamento patologico dei fenomeni, ma con la responsabilità personale e la scelta dell’onesto vivere e operare.
La somma incredibile degli sprechi e delle distorsioni, creando ricchezze ingiustificate ed illegittime, distorce i risultati aziendali e aggrava la mancanza di risorse nel pubblico e nel privato, portando licenziamenti e incrementando la disoccupazione.
Per pochi che accumulano ricchezze evanescenti in paradisi fiscali, i più devono soffrire e rinunciare alla stabilità del lavoro e del salario.
La competitività globale dell’economia italiana c’entra poco o nulla con la disoccupazione, la quale è più il frutto dell’immobilismo, dei privilegi e dell’avidità di pochi.
Più austerità significa condividere il reddito e il lavoro, lavorare tutti per una maggiore giustizia civile e sociale.

Amedeo Levorato
(Intervento tenuto all’incontro tra il Vescovo di Padova e mondo economico padovano del 19/12/2009)

19 dicembre 2009

Articoli apparsi nel mese di dicembre 2009

Archiviato in: Economia, Enti Locali, Servizi Pubblici Locali, Trasporti — amedeolevorato @ 7:58 pm

Bus e tram biglietto a un euro e dieci

Dal primo gennaio rincari del dieci per cento.
E gli autisti diventano bigliettai

Padova – Invariato da quasi cinque anni, dal primo gennaio 2010 il costo del biglietto dell’autobus (urbano e suburbano) e del tram aumenterà del 10%. Passando da un euro a 1.10 per le vetture su rotaia e i mezzi che si muovono entro il territorio comunale. E salendo, invece, da 1.10 a 1.20 per i veicoli che viaggiano anche fuori Padova, cioè fino a Cadoneghe, Vigodarzere, Villafranca, Rubano, Selvazzano Dentro, Abano Terme, Albignasego, Ponte San Nicolò e Saonara.

La decisione, in cantiere almeno da nove mesi, è stata prima presa da Aps-Holding Spa, l’azienda che gestisce il trasporto pubblico padovano, e poi (martedì scorso) approvata dalla giunta di Palazzo Moroni. La quale, a cominciare dal sindaco Flavio Zanonato e dall’assessore comunale alla Mobilità Ivo Rossi, ha taciuto la notizia per una settimana lasciando alla società di via Salboro l’onere dell’annuncio.

«Si tratta di una scelta inevitabile – spiegava ieri Amedeo Levorato, presidente di Aps-Holding – L’ultimo aumento del costo del biglietto risale all’aprile del 2005 e, rispetto ad allora, l’indice dei prezzi al consumo in città è salito del 9.8%. Così come il prezzo dei carburanti e dell’elettricità, cresciuti entrambi di quasi il 15%. Le nostre nuove tariffe, comunque, saranno in linea o addirittura più basse di quelle nel resto del Veneto: a Mestre, per esempio, il tic­ket dell’autobus costa 1.10, a Vicenza 1.20 e a Verona un euro, ma vale soltanto un’ora e non 75 minuti come a Padova». Ancora tre giorni, quindi. E poi il via al rincaro: «Posso dare un consiglio ai nostri clienti? – la chiosa di Levorato – Fino alla sera di giovedì 31 dicembre, vi conviene fare il pieno di biglietti ancora ad un euro l’uno… Saranno tutti validi fino al 30 giugno 2010».

Riepilogando, dal primo gennaio, per quanto riguarda le tratte urbane di autobus e tram, le tariffe aumenteranno come mostrato nel grafico a destra. Mentre per le tratte suburbane, rincareranno: il biglietto da 75 minuti (da 1.10 euro a 1.20); il biglietto giornaliero (da 2.70 euro a 3); l’abbonamento settimanale studente (da 7 euro a 7.50); l’abbonamento settimanale ordinario (da 9 euro a 9.50); l’abbonamento mensile studente (da 24 euro a 25); l’abbonamento mensile ordinario (da 35 euro a 37); l’abbonamento trimestrale studente (da 68 euro a 71); l’abbonamento trimestrale ordinario (da 90 euro a 95); l’abbonamento annuale studente (da 210 eu­ro a 220); e l’abbonamento annuale ordinario (da 350 euro a 370). Tra le altre novità in arrivo anche un nuovo servizio per rendere più agevole usufruire del trasporto pubblico: da oggi infatti sui mezzi Aps è possibile acquistare il biglietto direttamente dall’autista anche se a prezzo leggermente maggiorato, a 1,50 euro. Al nuovo servizio (attivabile su valutazione dell’autista) si affianca l’installazione di numerosi distributori automatici di biglietti lungo la tratta del tram e al capolinea nord di Pontevigodarzere.

Davide D’Attino 
( Corriere del Veneto del 29 dicembre 2009)

(continua…)

6 dicembre 2009

La crisi tra cause globali e comportamenti personali

Archiviato in: Economia, Finanza, Politica Italiana, Sviluppo Economico — amedeolevorato @ 5:31 pm

La crisi del 2008-2009 è stata affrontata consentendo la sopravvivenza della gran parte delle imprese, soprattutto le grandi imprese e le grandi banche. Questo è stato reso possibile attraverso l’assistenza pubblica e la riduzione dei posti di lavoro, ma la crisi lascia una eredità sociale pesante: oneri sulle generazioni future ed un pesante aggravamento della disoccupazione. Le misure assunte dai governi hanno visto un maggiore sostegno alle banche e alle imprese di grandi dimensioni (auto, opere pubbliche) e più modesti interventi per le imprese minori. Gli interventi di ripristino della liquidità sono stati nell’ordine del 10% del prodotto interno lordo mondiale (oltre 5.000 miliardi di dollari), con una offerta monetaria quasi illimitata consegnata in mano a quanti già avevano utilizzato con poca discrezione il credito disponibile. L’offerta monetaria è confluita nel 2009 nelle borse, incrementando la speculazione e accrescendo le quotazioni.

Una prima meditazione va fatta su questo fenomeno, che indica come gli attuali meccanismi dei mercati e delle aspettative convergono principalmente sul breve periodo. Investimenti azionari e obbligazionari, misure governative di politica finanziaria, fiscale e industriale, modelli di distribuzione del reddito, prelievo fiscale, modelli di gestione dei bilanci aziendali, dei premi ai dirigenti, comportamenti bancari nel credito, atteggiamenti internazionali verso l’ambiente e il clima, persino gli investimenti di fondi destinati a finanziare la previdenza pensionistica e sanitaria, tutti sono accomunati da un unico indicatore: massimizzare i benefici nel breve periodo e trasferire al futuro gli eventuali sacrifici. In Germania, il Parlamento ha recentemente votato una legge costituzionale che impone agli Esecutivi di raggiungere il vincolo dello 0,3% di deficit pubblico/PIL entro il 2020 (il vincolo di Maastricht è il 3%, 10 volte tanto). Nel 2009 questo valore è pari al 14,5% nel Regno Unito, 11,9% negli USA, 10,8% in Spagna, 7,7% in Giappone, 8,0% in India e Russia, 6% in Italia, 4,8% in Germania. Ma in Italia non vi è una cultura dell’efficacia della spesa pubblica, e non si considerano altri vincoli all’indebitamento che quelli imposti da autorità esterne o costretti dalla fluttuazione dell’economia mondiale.

E’ indispensabile una presa di coscienza che quanto più l’indebitamento viene fatto crescere oggi, tanto più le giovani generazioni future saranno costrette a rinunciare a diritti oggi considerati intoccabili (istruzione, sanità, sicurezza, prensioni, democrazia, infrastrutture, aria, acqua, energia a buon prezzo), per mancanza di risorse adeguate a sostenerle e per l’obbligo di pagare vecchi debiti.

Non vi è però alcun dubbio che l’attuale crisi economica, oltre alle più incombenti ed evidenti misure richieste ai Governi e alle Banche Centrali, propone anche una riflessione sui comportamenti e gli stili di vita che tutti noi adottiamo nel contesto manageriale, imprenditoriale e lavorativo in cui ogni giorno operiamo, a contatto con le problematiche e le situazioni di difficoltà, che colpiscono migliaia di lavoratori e piccoli imprenditori. Questa riflessione deve essere condotta sui valori che informano le nostre decisioni e il nostro agire, ma anche sui comportamenti, sia dichiarati che inconsapevoli, che si basano spesso su convinzioni e pregiudizi consolidati nel tempo, relativamente alla giutizia, all’equità distributiva, alla legalità percepita nei piccoli come nei grandi gesti quotidiani. E quindi, oltre all’esigenza di spostare l’attenzione delle misure di politica nazionale, fiscale e finanziaria, dal breve al lungo periodo, favorendo investimenti (per l’ambiente, l’educazione e l’istruzione, la costituzione di competenze lavorative, scientifiche e professionali distintive) che possano diventare redditizi in un periodo compatibile con la giustizia intergenerazionale, vi è l’obbligo per tutti noi di riflettere e migliorare il risultato del nostro impegno quotidiano.

E’ diffusa la consapevolezza che non mancano spazi di miglioramento nei nostri comportamenti quotidiani:

  • Nella gestione della cosa pubblica, rendere la spesa più efficiente e meno orientata ad attività futili e prive di utilità (come recentemente è stato rilevato per le spese delle Amministrazioni locali nei casi di disastri ambientali dovuti a scarsa cura ed attenzione ai servizi fondamentali per il territorio). -
  • Nei comportamenti “pubblici”, chiudere ogni spazio alla corruzione, ai comportamenti omertosi, all’indifferenza per il rispetto dei tempi stabiliti per la prestazione di servizi e la realizzazione di opere pubbliche indispensabili. Anche la politica e la burocrazia sono spesso influenzate dal clima dominante edonistico e orientato ad assicurarsi personali benefici prelevando o utilizzando indebitamente risorse pubbliche, destinate ai più bisognosi. Spreco negligente di risorse pubbliche e, frequentemente, comportamenti immorali e illegali di appropriazione e corruzione, contraddistinguono alcune pubbliche amministrazioni, non solo con riferimento ai politici ma anche ai burocrati. Si tratta di comportamenti inadeguatamente censurati, che come ricorda la Corte dei Conti assommano a quasi 60 miliardi di euro l’anno, il 3% del PIL nazionale, paragonabili per dimensioni a quelli derivanti dalla criminalità comune e organizzata. Da comportamenti più virtuosi, rinuncia ad “occupare” risorse e strutture pubbliche a beneficio privato, e minori illeciti arricchimenti, possono scaturire per giustizia ed equità, migliaia di posti di lavoro in questo momento di bisogno, e miliardi di euro da destinare a chi è più bisognoso e rimane il più delle volte inascoltato e trascurato, perché povero e senza diritto di espressione.
  • Nelle banche e negli istituti finanziari, è indispensabile riguadagnare il valore della “fiducia” che per decenni, dal dopoguerra, ha consentito alle banche locali di finanziare piccoli imprenditori creando lavoro e ricchezza, partendo da imprese sottocapitalizzate e prive di adeguate garanzie. L’attuale tendenza a prestare denaro solo a chi è più capiente o guadagna di più, disegna una società priva di opportunità, dove chi è ricco detiene il diritto a diventarlo sempre più, mentre chi è povero viene relegato alla condizione di subordinazione, mettendo le basi per una vera e propria riduzione della democrazia economica e della potenzialità di espressione dei talenti, specie tra i più giovani. Il rifiuto di spostare il debito dal breve al lungo periodo, che è proprio dell’odierna crisi del credito, mette le imprese nelle condizioni di chiudere e sopprimere posti di lavoro, distruggendo opportunità per il futuro rilancio dell’economia.
  • Nelle imprese private, il ripetersi di comportamenti moralmente azzardati, sia verso i clienti che verso i fornitori, riducendo la qualità di prodotti e servizi, oppure rinviando indiscriminatamente i pagamenti a subfornitori e artigiani, contribuisce a impoverire il sistema economico. Il ripetersi di vicende in cui carenze normative o di controllo permettono a imprenditori spregiudicati di arricchirsi danneggiando l’ambiente, altre aziende e consumatori, mette in evidenza la carenza di valori individuali, condivisi, relativi alla responsabilità collettiva che l’imprenditore ha nell’esercitare l’impresa. Spesso l’impresa chiede che le venga riconosciuto un valore sociale e un impegno, ma corrisponde con scarsa trasparenza e pochi meccanismi volti a provare che tale valore sociale sia poi adeguatamente ricambiato con comportamenti responsabili. La ricerca di bonus manageriali sempre più elevati, marca una realtà di diseguaglianza sia tra cittadini che tra lavoratori, foriera nel lungo periodo di pesanti conflitti sociali.
  • Infine, anche gli eccessi di alcuni nel tutelare diritti che appaiono veri e propri privilegi, come il familismo nelle carriere professionali e dirigenziali contro il merito, l’eccessiva tutela dei pensionati rispetto ai lavoratori più giovani, il salvataggio di imprese e posti di lavoro in conclamata situazione di diseconomicità ed evidenti privilegi (come nel caso di molte aziende pubbliche e private “passive” e “improduttive”), invece che contribuire alla giustizia sociale, provoca un generale deterioramento della capacità di giudizio e dell’equità distributiva, aggravando la situazione generale invece di migliorarla.

Da manager e da imprenditori occorre proporre al mondo economico locale una riflessione sulla presenza, anche nella nostra economia, di queste situazioni di sperequazione, tacito consenso all’ingiustizia, assenza di merito e perdita di valori. Solo comportamenti moralmente informati, trasparenti e disponibili alla trasparenza, socialmente responsabili, possono contribuire a ristabilire la fiducia collettiva nel lavoro, nel mercato, nel capitale e nell’impegno sociale. Solo una maggiore consapevolezza dei doveri e della necessità di dare esempio delle classi dirigenti locali può contribuire a migliorare una situazione che solo apparentemente è migliore rispetto ad altri contesti italiani e internazionali, ma è tale solo in termini relativi, rispetto ad una realtà di bisogno sociale concreto e, spesso, anche di una certa superficialità di giudizio e inconsapevolezza delle reali situazioni di necessità che caratterizzano anche la nostra realtà locale.

Amedeo Levorato

4 ottobre 2009

Che vorrà mai dire quest’articolo? Mah…

Archiviato in: Uncategorized — amedeolevorato @ 1:20 pm

Aps Holding, con la «ricetta» Levorato una gestione manageriale del trasporto

PADOVA. Con la presidenza di Amedeo Levorato una gestione davvero manageriale dell’azienda di trasporto pubblico: conti «allineati» (come già era accaduto a Telerete, sull’orlo del baratro) e procedure decisionali calibrate non solo al punto di vista amministrativo.  I numeri parlano da soli. Aps Holding serve la Grande Padova (oltre 360 mila abitanti), conta 525 dipendenti di cui 425 nel settore movimento, 49 addetti officina, 38 amministrativi e due dirigenti. Il parco comprende 238 bus urbani, 19 extraurbani, 3 vecioli speciali per disabili. La rete del trasporto pubblico supera i 300 chilometri per complessivi 9,1 milioni di chilometri di corse e 36,5 milioni di passeggeri che utilizzano i servizi bus e tram.  In attesa del bilancio 2009, il direttore generale Umberto Rovini è alle prese con le deleghe ottenute di recente proprio sulla linea Sir 1. All’orizzonte si profila il rinnovo del Consiglio di amministrazione. Spetta al sindaco Flavio Zanonato, in quanto il Comune monopolizza la Spa. Conteranno gli equilibri politici maturati nelle urne oppure i risultati della gestione Levorato?

Ernesto Milanesi su “Il Mattino di Padova”, p.3 del 3 ottobre 2009

19 agosto 2009

La politica manda avvisi di sfratto?

Archiviato in: Uncategorized — amedeolevorato @ 1:30 pm

APS HOLDING. E’ l’azienda che governa il trasporto pubblico locale. Padova «monopolizza» il pacchetto azionario, decidendo i vertici della società. Amedeo Levorato potrebbe essere a rischio.  Un paradosso, visto che prima ha letteralmente salvato Telerete e poi risolto la transizione del tram (con cambio della guardia fra il direttore Antonio Conte e Umberto Rovini).  In Aps Holding c’è Enzo Ferragosti, vice presidente e da vent’anni uomo di fiducia del sindaco Zanonato. Completano l’attuale CdA Andrea Nicolello Rossi, Luca Bonaiti e Carlo Parisatto. Il presidente dei revisori dei conti è Andrea Pendini con membri effettivi Nicola Ramundo e Lorenzo Valentini. Ora si tratta di capire se in Comune hanno deciso per la continuità o per la «mobilità» dei vertici di Aps Holding.

Ernesto Milanesi su “Il Mattino di Padova”, 19 agosto 2009

1 giugno 2009

Zanonato si connette ai quartieri «Internet senza fili in due mesi»

Archiviato in: Uncategorized — amedeolevorato @ 7:57 pm

Internet wi-fi anche nei quartieri: è il progetto che si concretizzerà in due mesi, grazie alla collaborazione tra l’amministrazione e Telerete, società di Aps Holding. Dopo la tratta del tram l’obiettivo è quello di coprire con la rete senza fili accessibili a tutti anche nei principali centri di aggregazione dei quartieri. E gli studenti universitari navigano gratis. «Internet oggi è come l’aria, senza non si respira – ammette il sindaco Flavio Zanonato – Ci sono quartieri, come nei dintorni di via Armistizio, che Telecom non copre con l’Adsl via filo. Vuol dire privare tanti padovani dell’accesso alla rete veloce e mettere in difficoltà i cittadini: insisterò perché questa situazione venga sanata al più presto».  INTERNET PER TUTTI. E Flavio Zanonato nel suo programma è stato chiaro: «Implementeremo tutte quelle iniziative che facilitano l’accesso ad internet in ogni quartiere della città», è scritto nel capitolo «nuove generazioni». E ieri è tornato sull’argomento: «Quella del wi-fi è una tecnologia che consente soprattutto la navigazione all’esterno – ha spiegato – Ma presto arriverà il wi-max, cioè la possibilità di collegarsi a internet senza fili anche da casa, senza più bisogno del telefono». E Telerete, per bocca del presidente Amedeo Levorato, è pronta a sfruttare la possibilità: «Stiamo trattando per installare ripetitori wi-max in tutte le torri degli acquedotti della provincia».  IL NET-BLUE. Informazioni, avvisi e guide turistiche tramite «bluetooth», la tecnologia che consente di inviare messaggini ai telefonini senza passare dagli sms a pagamento. E’ il servizio che verrà attivato da Telerete nei prossimi mesi in alcuni dei più importanti monumenti cittadini: «Così potremo mandare ai turisti delle informazioni non a pagamento – spiega il presidente Amedeo Levorato – Potranno decidere se ricevere o meno persino l’audio-guida che li accompagnerà nella loro visita a Padova»

Claudio Malfitano sul Mattino di Padova del 31/05/2009

Rivoluzione in Fiera

Archiviato in: Uncategorized — amedeolevorato @ 7:55 pm

Un nuovo centro congressi con annessi parcheggi, la bretella del tram dalla stazione alla fiera, il «Ponte Verde» e un nuovo deposito dei bus. Il nuovo volto dell’area nord della Fiera è stato svelato ieri dal sindaco Flavio Zanonato, dal presidente di PadovaFiere Ferruccio Macola, e da Amedeo Levorato e Umberto Rovini, rispettivamente presidente e dg di Aps Holding.   CENTRO CONGRESSI. Dopo l’accordo raggiunto tra il patron della GL-Events, Olivier Ginon e il Comune, è stato deciso che il nuovo centro congressi sarà realizzato in fondo ai padiglioni della fiera. Pronte due soluzioni. La prima prevede la costruzione del centro sul lato ovest del Palazzo delle Nazioni (la cui facciata disegnata dall’architetto Strazzabosco sarà tutelata e conservata), con un tunnel che lo collegherà al padiglione 11. La seconda prevede il centro congressi sulla parte che porta alla Sala Cararresi. Il piano dovrebbe costare tra 12 e 15 milioni di euro e dovrebbe essere pronto già entro tre anni. Sarà un «project financing» particolare perché sarà costruito dalla GL-Events con i soldi che il Comune e l’Aps Holding storneranno alla società francese con le somme che ricaveranno dai parcheggi limitrofi (a raso e sotto i padiglioni 7 ed 8), che saranno aperti agli automobilisti tutti i mesi dell’anno.   BRETELLA TRAM. Sarà lunga circa un chilometro. Due le soluzioni. O il capolinea verrà ultimato ai piedi del «Ponte Verde» oppure più a nord est. Già disponibili circa 500.000 euro, stanziati dallo Stato. Tempi dei lavori: da sei mesi ad un anno. Prevista una fermata intermedia dietro al Tribunale.   «PONTE VERDE». L’ingegner Rovini ha annunciato che proprio in questi giorni è stato depositato in Comune il progetto esecutivo definitivo, iniziato dalla società Technital e ripreso per volontà dell’Ati che ha vinto l’appalto, dalla Net Engineering. I lavori inizieranno a fine anno e dovrebbero terminare entro il 2011. Costo: 17 milioni.   NUOVO DEPOSITO BUS. L’attuale deposito di via Rismondo non sarà trasferito alla Guizza. Amedeo Levorato ha annunciato che gli amministratori dell’Aps hanno individuato un’area di 25.000 metri quadri, sul lato opposto delle attuali acciaierie Banzato, in via Maroncelli, al di là dei binari, dove sarà costruito il nuovo garage dei bus.

Felice Paduano sul Mattino di Padova del 19/05/2009

Centro congressi in Fiera: ecco il progetto

Archiviato in: Uncategorized — amedeolevorato @ 7:54 pm

Oggi a mezzogiorno, in fiera, il presidente di PadovaFiere spa Ferruccio Macola, il sindaco Flavio Zanonato e il presidente di Aps holding Amedeo Levorato illustreranno, nei particolari, il progetto del nuovo centro congressi nello spazio tra l’attuale palazzo delle Nazioni (ancora vincolato dalle Belle arti) e la sala Carraresi. Macola rappresenta la Gl Events, società che ha preso in gestione i padiglioni della fiera; Flavio Zanonato, invece, rappresenta la proprietà dell’immobile e del terreno assieme alla Provincia e alla Camera di Commercio, mentre la presenza di Levorato è necessaria per collegare il futuro centro congressi con la linea del tram, che sarà allungata dalla stazione sino in via Carlo Goldoni e con il sistema dei parcheggi che sarà creato tutto intorno alla nuova Meeting hall. Secondo i primi calcoli già effettuati, il Palacongressi sarà costruito tra il Palazzo delle Nazioni, che potrebbe avere la funzione di avancorpo, ed il padiglione 6, andando a coprire anche tutta l’attuale sala dei Carraresi, dove già oggi sono disponibili 500 posti. Il nuovo Centro Polivalente dovrebbe essere in grado di contenere da 1700 a 2000 posti. Ossia si tratterà di un contenitore, arredato secondo i criteri più moderni dell’architettura del settore, capace di ospitare anche tutti i congressisti di un simposio internazionale a carattere scientifico, oppure di qualsiasi altro tipo di convegno a sfondo culturale, economico, politico e artistico.  Durante la presentazione del progetto si parlerà anche della forma di finanziamento con la quale saranno affrontate le spese per costruire il centro congressi che alla fine dei lavori dovrebbe venire a costare tra i dieci e i dodici milioni di euro. 

 

 Felice Paduano sul Mattino di Padova del 18/05/2009

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