4 Ottobre 2009
Aps Holding, con la «ricetta» Levorato una gestione manageriale del trasporto
PADOVA. Con la presidenza di Amedeo Levorato una gestione davvero manageriale dell’azienda di trasporto pubblico: conti «allineati» (come già era accaduto a Telerete, sull’orlo del baratro) e procedure decisionali calibrate non solo al punto di vista amministrativo. I numeri parlano da soli. Aps Holding serve la Grande Padova (oltre 360 mila abitanti), conta 525 dipendenti di cui 425 nel settore movimento, 49 addetti officina, 38 amministrativi e due dirigenti. Il parco comprende 238 bus urbani, 19 extraurbani, 3 vecioli speciali per disabili. La rete del trasporto pubblico supera i 300 chilometri per complessivi 9,1 milioni di chilometri di corse e 36,5 milioni di passeggeri che utilizzano i servizi bus e tram. In attesa del bilancio 2009, il direttore generale Umberto Rovini è alle prese con le deleghe ottenute di recente proprio sulla linea Sir 1. All’orizzonte si profila il rinnovo del Consiglio di amministrazione. Spetta al sindaco Flavio Zanonato, in quanto il Comune monopolizza la Spa. Conteranno gli equilibri politici maturati nelle urne oppure i risultati della gestione Levorato?
Ernesto Milanesi su “Il Mattino di Padova”, p.3 del 3 ottobre 2009
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19 Agosto 2009
APS HOLDING. E’ l’azienda che governa il trasporto pubblico locale. Padova «monopolizza» il pacchetto azionario, decidendo i vertici della società. Amedeo Levorato potrebbe essere a rischio. Un paradosso, visto che prima ha letteralmente salvato Telerete e poi risolto la transizione del tram (con cambio della guardia fra il direttore Antonio Conte e Umberto Rovini). In Aps Holding c’è Enzo Ferragosti, vice presidente e da vent’anni uomo di fiducia del sindaco Zanonato. Completano l’attuale CdA Andrea Nicolello Rossi, Luca Bonaiti e Carlo Parisatto. Il presidente dei revisori dei conti è Andrea Pendini con membri effettivi Nicola Ramundo e Lorenzo Valentini. Ora si tratta di capire se in Comune hanno deciso per la continuità o per la «mobilità» dei vertici di Aps Holding.
Ernesto Milanesi su “Il Mattino di Padova”, 19 agosto 2009
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1 Giugno 2009
Internet wi-fi anche nei quartieri: è il progetto che si concretizzerà in due mesi, grazie alla collaborazione tra l’amministrazione e Telerete, società di Aps Holding. Dopo la tratta del tram l’obiettivo è quello di coprire con la rete senza fili accessibili a tutti anche nei principali centri di aggregazione dei quartieri. E gli studenti universitari navigano gratis. «Internet oggi è come l’aria, senza non si respira – ammette il sindaco Flavio Zanonato – Ci sono quartieri, come nei dintorni di via Armistizio, che Telecom non copre con l’Adsl via filo. Vuol dire privare tanti padovani dell’accesso alla rete veloce e mettere in difficoltà i cittadini: insisterò perché questa situazione venga sanata al più presto». INTERNET PER TUTTI. E Flavio Zanonato nel suo programma è stato chiaro: «Implementeremo tutte quelle iniziative che facilitano l’accesso ad internet in ogni quartiere della città», è scritto nel capitolo «nuove generazioni». E ieri è tornato sull’argomento: «Quella del wi-fi è una tecnologia che consente soprattutto la navigazione all’esterno – ha spiegato – Ma presto arriverà il wi-max, cioè la possibilità di collegarsi a internet senza fili anche da casa, senza più bisogno del telefono». E Telerete, per bocca del presidente Amedeo Levorato, è pronta a sfruttare la possibilità: «Stiamo trattando per installare ripetitori wi-max in tutte le torri degli acquedotti della provincia». IL NET-BLUE. Informazioni, avvisi e guide turistiche tramite «bluetooth», la tecnologia che consente di inviare messaggini ai telefonini senza passare dagli sms a pagamento. E’ il servizio che verrà attivato da Telerete nei prossimi mesi in alcuni dei più importanti monumenti cittadini: «Così potremo mandare ai turisti delle informazioni non a pagamento – spiega il presidente Amedeo Levorato – Potranno decidere se ricevere o meno persino l’audio-guida che li accompagnerà nella loro visita a Padova»
Claudio Malfitano sul Mattino di Padova del 31/05/2009
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1 Giugno 2009
Un nuovo centro congressi con annessi parcheggi, la bretella del tram dalla stazione alla fiera, il «Ponte Verde» e un nuovo deposito dei bus. Il nuovo volto dell’area nord della Fiera è stato svelato ieri dal sindaco Flavio Zanonato, dal presidente di PadovaFiere Ferruccio Macola, e da Amedeo Levorato e Umberto Rovini, rispettivamente presidente e dg di Aps Holding. CENTRO CONGRESSI. Dopo l’accordo raggiunto tra il patron della GL-Events, Olivier Ginon e il Comune, è stato deciso che il nuovo centro congressi sarà realizzato in fondo ai padiglioni della fiera. Pronte due soluzioni. La prima prevede la costruzione del centro sul lato ovest del Palazzo delle Nazioni (la cui facciata disegnata dall’architetto Strazzabosco sarà tutelata e conservata), con un tunnel che lo collegherà al padiglione 11. La seconda prevede il centro congressi sulla parte che porta alla Sala Cararresi. Il piano dovrebbe costare tra 12 e 15 milioni di euro e dovrebbe essere pronto già entro tre anni. Sarà un «project financing» particolare perché sarà costruito dalla GL-Events con i soldi che il Comune e l’Aps Holding storneranno alla società francese con le somme che ricaveranno dai parcheggi limitrofi (a raso e sotto i padiglioni 7 ed 8), che saranno aperti agli automobilisti tutti i mesi dell’anno. BRETELLA TRAM. Sarà lunga circa un chilometro. Due le soluzioni. O il capolinea verrà ultimato ai piedi del «Ponte Verde» oppure più a nord est. Già disponibili circa 500.000 euro, stanziati dallo Stato. Tempi dei lavori: da sei mesi ad un anno. Prevista una fermata intermedia dietro al Tribunale. «PONTE VERDE». L’ingegner Rovini ha annunciato che proprio in questi giorni è stato depositato in Comune il progetto esecutivo definitivo, iniziato dalla società Technital e ripreso per volontà dell’Ati che ha vinto l’appalto, dalla Net Engineering. I lavori inizieranno a fine anno e dovrebbero terminare entro il 2011. Costo: 17 milioni. NUOVO DEPOSITO BUS. L’attuale deposito di via Rismondo non sarà trasferito alla Guizza. Amedeo Levorato ha annunciato che gli amministratori dell’Aps hanno individuato un’area di 25.000 metri quadri, sul lato opposto delle attuali acciaierie Banzato, in via Maroncelli, al di là dei binari, dove sarà costruito il nuovo garage dei bus.
Felice Paduano sul Mattino di Padova del 19/05/2009
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1 Giugno 2009
Oggi a mezzogiorno, in fiera, il presidente di PadovaFiere spa Ferruccio Macola, il sindaco Flavio Zanonato e il presidente di Aps holding Amedeo Levorato illustreranno, nei particolari, il progetto del nuovo centro congressi nello spazio tra l’attuale palazzo delle Nazioni (ancora vincolato dalle Belle arti) e la sala Carraresi. Macola rappresenta la Gl Events, società che ha preso in gestione i padiglioni della fiera; Flavio Zanonato, invece, rappresenta la proprietà dell’immobile e del terreno assieme alla Provincia e alla Camera di Commercio, mentre la presenza di Levorato è necessaria per collegare il futuro centro congressi con la linea del tram, che sarà allungata dalla stazione sino in via Carlo Goldoni e con il sistema dei parcheggi che sarà creato tutto intorno alla nuova Meeting hall. Secondo i primi calcoli già effettuati, il Palacongressi sarà costruito tra il Palazzo delle Nazioni, che potrebbe avere la funzione di avancorpo, ed il padiglione 6, andando a coprire anche tutta l’attuale sala dei Carraresi, dove già oggi sono disponibili 500 posti. Il nuovo Centro Polivalente dovrebbe essere in grado di contenere da 1700 a 2000 posti. Ossia si tratterà di un contenitore, arredato secondo i criteri più moderni dell’architettura del settore, capace di ospitare anche tutti i congressisti di un simposio internazionale a carattere scientifico, oppure di qualsiasi altro tipo di convegno a sfondo culturale, economico, politico e artistico. Durante la presentazione del progetto si parlerà anche della forma di finanziamento con la quale saranno affrontate le spese per costruire il centro congressi che alla fine dei lavori dovrebbe venire a costare tra i dieci e i dodici milioni di euro.
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Felice Paduano sul Mattino di Padova del 18/05/2009
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1 Giugno 2009
Gianni Potti, presidente della sezione Terziario avanzato in Confindustria, lo aveva detto a chiare lettere: «A Padova c’è troppo caos nelle linee, la nuova società nata dall’aggregazione di Telerete con Pronet potrebbe diventare un regolatore del sistema di Ict su Padova purché operi insieme al mondo delle imprese». Da Amedeo Levorato, amministratore delegato della nuova Telerete Nordest, la risposta non si è fatta attendere: «Sono lusingato, ma ricordo a Potti che Telerete lavora come operatore di telecomunicazioni in un mercato libero, come tutti gli altri. Vendiamo servizi e facciamo utili, siamo attori e non possiamo per legge essere regolatori, proprio perché il mercato è libero». La realtà del sistema di Tlc a Padova è complesso: la città è un grande generatore di traffico telefonico e dati, collocandosi al quinto posto in Italia perché è qui il riferimento del settore per l’intero Nordest con una presenza di circa venti operatori. E’ proprio questa densissima concentrazione di aziende che ha portato alla nascita della cosiddetta «Padova valley». Sotto terra i tubi in città sono di proprietà di AcegasAps, in Zona industriale sono della Zip, quelli sotto l’autostrada appartengono ad Infracom, quelli sotto le strade dell’Anas sono stati installati dalla ex e-Planet. Chi ne chiede l’uso per posare i propri cavi in fibra ottica paga un affitto al proprietario. «Ed è quello che facciamo anche noi – spiega ancora Levorato – perché abbiamo una concessione e paghiamo l’affitto ad AcegasAps. La legge attribuisce libertà di stendere i cavi a tutti gli operatori che ne facciano richiesta: a Padova c’è una convenzione tra Comune e AcegasAps alla quale è stato affidato il compito di posare i tubi vuoti destinati a contenere i cavi in fibra». La nuova Telerete Nordest, partita ad aprile, dopo il conferimento da parte di Pronet (Provincia di Padova) di asset per circa 5 milioni di euro, vede ora Aps holding sempre in maggioranza con il 51% delle azioni, Pronet al 38%, Infracom all’8% e Camera di commercio al 4%. Pronet, deteneva un buon numero di investimenti sul territorio, ma non erano utilizzati. «Con il conferimento a Telerete, questi beni generano ammortamenti per 400 mila euro all’anno – aggiunge Levorato – e pertanto bisogna fatturare cifre consistenti. Il nostro piano industriale prevede il pareggio nel 2009 e nel 2010 il ritorno all’utile prodotto lo scorso anno». Con questa operazione, prospettata peraltro dal Comune già nel 2006, il socio di maggioranza mantiene la governance mentre alla minoranza, in base agli accordi presi, è andato il maggior numero di consiglieri e la presidenza, retta da Ado Scantamburlo, imprenditore di Camposampiero. «E’ un accordo bipartisan che vede nel cda persone molto qualificate – conclude Levorato – dal docente Giacomo Pasini a Stefano Svegliado, presidente di Etra, da Scantamburlo a Loris Rossato, guida del Cvs. Non abbiamo avuto dubbi su questa scelta perché rappresenta l’incontro tra la città e la Provincia. Troppe volte, in passato, Padova ha perso leadership perché è mancata la capacità di fare squadra su un obiettivo indipendentemente dal colore politico».
Mauro Pertile sul Mattino di Padova del 14/05/2009
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1 Giugno 2009
Arrivano i vigilantes sugli autobus e sui tram. Con il compito di coadiuvare i controllori nelle loro operazioni e di garantire anche più sicurezza a tutti i passeggeri a chi sta al volante. La «rivoluzione» decisa da Aps Holding scatterà dal 23 marzo. Un periodo di prova di un mese per capire poi l’efficacia dell’intervento. Guerra ai portoghesi (nel 2008 l’introito delle multe è stato sei volte superiore all’anno precedente) e attenzione rivolta alla sicurezza di controllori e passeggeri. DUE SQUADRE ALLA SETTIMANA. Saranno quattro i vigilantes ogni giorno, divisi in due squadre, che affiancheranno i controllori. Dieci ore di servizio, con attenzione alle ore serali e ai giorni festivi. Soprattutto sulle tratte più «calde» che hanno registrato i maggiori problemi. «In questo modo ridistribuiremo il nostro personale che controlla i biglietti – spiega il presidente di Aps holding Amedeo Levorato – dove mandavamo quattro controllori ora ne potremo mandare due più due vigilantes, sul tram che ha più porte la formula sarà tre più due». I sorveglianti seguiranno un corso d’istruzione, con un rilascio di un patentino che li abiliterà al servizio. L’ITER LEGISLATIVO. Era da un po’ che Aps monitorava la vicenda. La possibilità di usare guardie giurate per il controllo dei tagliandi, infatti, era stata prevista da una legge regionale della scorsa estate, confermata da un decreto del presidente della Repubblica dello scorso 4 agosto. Una situazione rimasta poi in stallo fino a febbraio, quando anche il Consiglio di Stato ha espresso un parere positivo sulla vicenda. Un pronunciamento a livello nazionale che ha permesso di dare il via all’iniziativa, dopo l’ok arrivato anche dalla prefettura. SCETTICISMO DELLA FILT. «Un’esagerazione». Scettico Paolo Tollio, segretario della Filt-Cgil di Padova. Per il sindacato dei lavoratori nei trasporti, infatti, erano altre le soluzioni da prendere. «Potevamo riorganizzare meglio il personale adibito al controllo che già esiste». Per Tollio non occorrono vigilantes armati per aiutare i controllori. «Basta aumentare il numero di chi forma le squadre in uscita. Se dove ci sono due controllori ne mettessimo quattro si otterrebbe lo stesso risultato». Fra l’altro esiste una norma che permette agli autisti con più di 16 anni di servizio di poter eseguire anche operazioni di controllo, dopo il rilascio di un patentino. «Noi avevamo indicato anche altre opzioni – spiega Tollio – come un pulsante da mettere sugli autobus collegato con la centrale operativa delle forze dell’ordine. In caso di necessità basterebbe premerlo e, visto che i trasporti sono seguiti via satellite, in breve tempo si interverrebbe». UTENTI SODDISFATTI. «Vediamo di buon occhio iniziative che aumentino la qualità del trasporto pubblico locale come l’investimento nella sicurezza sia al personale di bordo (autisti e verificatori) che agli utenti – spiega Davide Grisafi, delegato regionale veneto di Assoutenti – al termine della sperimentazione altre misure potrebbero essere prese in considerazione come l’illuminazione delle pensiline nelle fermate più a rischio e la videosorveglianza a bordo». Per l’associazione degli utenti sarebbe auspicabile anche far circolare sugli autobus, nelle ore di punta, pattuglie di agenti della polizia municipale.
Enrico Albertini sul “Mattino di Padova” del 13/03/2009
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1 Giugno 2009
Ieri il cda di Aps Holding guidato da Amedeo Levorato e formato anche da Enzo Ferragosti, Carlo Parisato ed Andrea Nicolello (assente Luca Bonaiti) ha approvato, all’unanimità, il progetto di bilancio consuntivo 2008 che, poi, dovrà essere sottoposto all’assemblea dei soci. I conti, contrariamente alle previsioni, si sono chiusi in attivo. Più 490.000 euro (ante imposte) su un fatturato di 52 milioni, mentre nel 2007 il bilancio era in netto passivo (meno 1,4 milioni) e nel 2006 addirittura a meno 2,8 milioni. Nello specifico, il bilancio della controllata Telerete ha registrato un fatturato di 5.200.000 euro con un attivo di 420.000 euro, mentre quello di Aps Advertising ha chiuso con 50.000 euro di perdita e con un calo di fatturato che va collegato alla pesantissima crisi della pubblicità in questi ultimi mesi. «I conti non sono più in rosso perché abbiamo effettuato, specialmente nel secondo semestre 2008, una serie di operazioni salutari per l’azienda – sottolinea il presidente Amedeo Levorato-. La principale è stata la fusione di Aps Parcheggi all’interno di Aps Holding. Una scelta vincente su tutti i fronti. Anche l’oculata gestione di Telerete (un tempo in perdita, ndr) ha portato ingenti introiti nelle nostre casse». Ed il ragionamento del presidente non si ferma qui. «Naturalmente i buoni risultati raggiunti dall’azienda sono frutto dell’impegno quotidiano di tutti i lavoratori di Aps Mobilità (635), di Telerete (70) ed Aps Advertising (14) – aggiunge Levorato -. Tra l’altro ricordo che abbiamo chiuso i conti in attivo nonostante il blocco dei prezzi sui biglietti e sugli abbonamenti fermi dal 2005»
Pubblicato su “Il Mattino di Padova” del 4/3/2009
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31 Maggio 2009
Nel 2008, Padova ha prodotto 146.124 tonnellate di rifiuti. Significa 660 chili per abitante. E solo il 44,9% approda alla raccolta differenziata in base ai criteri della Regione. E’ Campodoro con il 74,7% il Comune che svetta all’interno del Consorzio Bacino Padova 2 che ha approvato il bilancio 2008 stanziando il 50% degli utili a favore dei terremotati. Nella sala civica del municipio di Ponte San Nicolò, i sindaci dei 20 Comuni del Bacino Padova 2 hanno votato all’unanimità i conti presentati dal presidente Amedeo Levorato. Bilancio in attivo per 32 mila euro prima delle imposte con un valore della produzione pari a 616 mila euro. Dopo la tornata elettorale amministrativa, però, si profila anche per i rifiuti un’unica Autorità d’Ambito provinciale al posto degli attuali quattro Consorzi. Intanto, dalla Regione arriva il via libera della commissione per il rilascio della compatibilità ambientale all’impianto fotovoltaico previsto nella discarica di Ponte San Nicolò. Levorato ha illustrato i risultati raggiunti nel 2008: «La raccolta differenziata è stata pari al 54%, superando ampiamente l’obiettivo fissato dal Dlgs 152/2006 ovvero 45% entro il 31 dicembre. Siamo anche in linea con i piani di gestione del Veneto». La tendenza consolidata nel bacino della città metropolitana appare «la tendenziale riduzione della parte secca dei rifiuti residui da avviare in discarica e termovalorizzatore», mentre si registra un aumento del recupero di materie prime. Il Veneto così conferma la sua vocazione “riciclona”, in base ai dati pubblicati nel «Rapporto Rifiuti 2008» del Ministero dell’Ambiente. E Padova – sulla scia del lavoro effettuato dall’assessore Francesco Bicciato (ora in Libano con le Nazioni Unite) – si piazza al secondo posto nella classifica nazionale delle città capoluogo di provincia con più di 150 mila abitanti. In vetta c’è Reggio Emilia. Il Bacino Padova 2 serve 416.683 abitanti. Solo di spazzamento nel 2008 ha raccolto oltre 7 mila tonnellate di rifiuti, cui vanno aggiunti altri 111 mila tonnellate di rifiuti indifferenziati. Alle spalle di Campodoro, il Comune che differenzia di più è Cadoneghe con il 74,5% seguito da Selvazzano con il 72,1%. Non brilla, invece, Abano che produce 755 chili di rifiuti per abitante all’anno, con il 51% di raccolta differenziata.
Il Mattino di Padova del 24/04/2009
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28 Maggio 2009
Due nuovi forni crematori più una sala del commiato confortevole, entro ottobre. In modo che dal momento della cremazione a quello della consegna delle ceneri passino due ore, non più due giorni. A costruire il tutto sarà l’Aps Holding, che si è aggiudicata il bando di gara. La rapidità della cremazione del caro estinto sarà possibile grazie all’acquisizione di forni d’ultima generazione. Ma cambierà anche l’aspetto logistico dell’impianto. Ecco i dettagli dell’accordo. Per vent’anni il Comune darà 170 euro all’azienda per ogni cremazione. In cambio Aps eseguirà il progetto – dal costo di oltre un milione e duecento euro – e si prenderà carico delle spese di manutenzione ordinaria e straordinaria. «Ad oggi ogni cremazione ci costava sui 90 euro, ma con i costi aggiuntivi che gravavano su di noi arrivavamo a spenderne 170 – spiega l’assessore al Bilancio Gaetano Sirone – in questo modo non abbiamo nessuna perdita, ma recuperiamo un’area per i funerali laici e per le cremazioni all’avanguardia, come le migliori città europee». Una soluzione confermata ieri dalla giunta comunale, già prospettata dopo lo scandalo dello scorso ottobre, quando un blitz dei carabinieri scoprì ceneri mischiate (ma anche una forbice chirurgica) e condizioni pessime di servizio, con la rimozione dell’incarico alla dita Nord Est C. Un’inchiesta coordinata dal pm Renza Cescon che ha sollecitato tutta una serie di accertamenti su quelle ceneri mischiate tra di loro. Sempre per fine anno sarà ultimata anche la nuova sala del commiato, con una disponibilità di posti maggiore.
Enrico Albertini sul Mattino di Padova del 28/05/2009
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