Alcune riflessioni apparse sui quotidiani padovani sul tram, pubblicate nei giorni scorsi, richiedono di esprimere una posizione. Pienamente condivise sono le idee dell’ing. Conte, già direttore generale APS, sul tram “a dimensione urbana”. Non c’e’ dubbio che una metropolitana sotterranea di 11 km. a Padova, oltre a incontrare pesanti problemi archeologici, sarebbe costata almeno 10 volte più del SIR1: oltre un miliardo invece di 100 milioni. Non sono mancati i sostenitori della sotterranea “sotto” lo strato archeologico (-65 mt.), ma le stazioni? La vera metropolitana per Padova e per il Veneto è quella ferroviaria, ed è incomprensibile il grave ritardo con cui questo “sistema” viene realizzato.
A parte i 150 milioni stanziati dal CIPE nell’aprile 2008, se ne parla da oltre 20 anni. Già nel Piano Regionale dei Trasporti del 1990: “treni cadenzati ogni 15 minuti da Rovigo a Padova a Mestre a Castelfranco ecc.”. Invece Trenitalia si è persino ritirata, ritardandolo di quattro anni, dal nostro progetto per la biglietteria integrata, che viceversa APS Holding e SITA stanno portando avanti in modo omogeneo con FTV, ACTV e altre aziende di trasporto venete, e vedrà luce entro il 2010.
APS Holding e Zona Industriale Padova hanno anche predisposto a proprie spese nel 2008 un progetto per un treno-tram sulla ferrovia da Montegrotto alla Zona Industriale con 14 fermate (Abano, Mandria, Aereoporto, Mercato, Stadio, Arcella, Stazione, Friburgo, Padova 1, Industria, e via fino a Corso Spagna e forse ad Agripolis…): la vera metropolitana veneta è la ferrovia, che è ricchissima di percorsi all’interno delle città e delle aree industriali venete, che si prestano ad essere impiegate per il trasporto pubblico.
Alcune parole per quanto sostenuto da Battalliard, il quale non ricorda mai che la linea tramviaria SIR1, con il suo impianto innovativo, è frutto del lavoro di amministrazioni di “colore” diverso. La soluzione tramviaria su gomma non è una “trovata” ma una scelta pressochè obbligata: l’inclinazione su rotaie in ferro per Bassanello e cavalcaferrovia Borgomagno avrebbe richiesto salite 7-8 volte più lunghe o l’impegno di una cremagliera. La tramvia SIR1 è fatta in questo modo perché richiede una guida vincolata, ma ha caratteristiche simili agli autobus, ideale per città piccole come Padova. Semmai, una preoccupazione è quella di impiegare un fornitore così “lontano” e oneroso per continuare a sviluppare il tram a Padova, ma in questa regione e nazione di imprenditori, manca purtroppo una industria nazionale innovativa nel settore tramviario, per la mancanza storica di una politica industriale favorevole al trasporto pubblico, e incline piuttosto a pagare miliardi in incentivi rottamazione per le auto private, con le conseguenze che vediamo per l’ambiente.
Quale vera alternativa poteva esserci al SIR1? Forse altri mezzi innovativi che percorrono le strade delle città europee, come i filobus? Il Translohr comunque rappresenta quanto di più simile ad un tram, senza “ferro”, potesse realizzarsi, e la prova è che Venezia realizza lo stesso mezzo, mentre altre città, come Firenze, hanno scelto il tram Ansaldo a doppia rotaia e percorso riservato, e si confrontano ora con un muretto di trenta centimetri di altezza ai bordi della corsia. Padova poteva gestirlo?
Una parola sui costi e i biglietti. E’ vero che il tram costa più dell’autobus: circa il doppio cioè 8€/km. contro 4€/km. percorso. Ma tale costo è compensato, ovunque, nelle città “storiche” per il tram, Torino, Milano, Roma e Napoli, da contributi doppi delle Regioni. In Veneto, non essendoci stato per 50 anni alcun tram, non c’è una legge per contribuire alla tramvia. Grazie all’impegno di APS e del Comune di Padova, abbiamo ottenuto dalla Regione un primo contributo straordinario di circa un milione di euro nel 2008, 2009 e 2010, che tuttavia equivale a poco più di un euro/km. contro i 4€/km. di Roma, Milano e Torino. Ringraziamo l’assessore regionale Chisso, ma ci attendiamo di più per l’impatto ambientale e sociale del tram.
Il biglietto è aumentato a 1,10 (gli abbonamenti la metà) solo perché tutto aumenta, inclusi i costi dell’energia e il costo del lavoro. Il tram richiede lavoro in tre turni su una fascia superiore a 20 ore al giorno. APS Holding offre gli autobus e il tram al medesimo prezzo (1,10 per 75 minuti) a cui Venezia e Vicenza offrono solo l’autobus. Proviamo a salire sui vaporetti a Venezia!
Una parola infine sui programmi futuri: come sostiene il sindaco Zanonato, non c’è alternativa alla realizzazione di nuove linee tramviarie. Forse si potrà riflettere sui costi di esercizio e sul modello di veicolo (ne serve uno più capiente!). Ma il tram porta sul mezzo pubblico persone che non prenderebbero l’autobus – basta guardare i parcheggi sempre pieni – e fanno riscoprire il valore del muoversi a piedi.
Il tram valorizza la città per il turismo e per gli affari, trasforma il centro storico in un centro commerciale naturale, permette di dare una visione moderna e veloce di collegamento urbano all’interno dell’anello tangenziale: per questo i progetti portano tutti a servire parcheggi satellite in prossimità delle uscite stradali. L’obbiettivo primario di APS è oggi quello di coordinare maggiormente con SITA e la Provincia i sistemi di bus, navette e trasporti extraurbani, le stazioni di scambio, il biglietto integrato: un’area in cui vi sono sicuramente enormi margini di risparmio e qualità per la clientela, e può essere realizzata subito, con la volontà di Comune e Provincia. Servono più corsie preferenziali e un piano parcheggi più ampio e continuativo, senza provvisorietà.
Va sicuramente auspicato il rilancio del ferro, ma dev’essere opera e impegno di una strategia regionale, e speriamo che il nuovo Governo regionale faccia per la metro regionale quanto è stato, purtroppo, trascurato negli ultimi vent’anni. E’ una delle molte opportunità delle politiche “green economy”.
Amedeo Levorato
(Pubblicato su “Il Mattino di Padova” del 2 febbraio 2010)